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	<title>Pesca in mare Archivi - Amato</title>
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	<description>Negozio di pesca per comprare canne, fluorocarbon, mulinelli con il migliore rapporto qualità prezzo. Articoli, video e podcast gratis per il pescatore</description>
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	<title>Pesca in mare Archivi - Amato</title>
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	<item>
		<title>La pesca della ricciola a jigging (con le esche artificiali)</title>
		<link>https://www.amato.it/la-pesca-della-ricciola-a-jigging-con-le-esche-artificiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 22:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si pesca la ricciola a jigging con le esche artificiali: info utili, dove pescare, canne da pesca, mulinelli migliori, tecnica. AMATO.IT </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/la-pesca-della-ricciola-a-jigging-con-le-esche-artificiali/">La pesca della ricciola a jigging (con le esche artificiali)</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Combattente per indole, la ricciola (nome della specie: Seriola dumerili) è un predatore con eccellenti qualità natatorie. Una volta allamata si produce in fughe e testate impressionanti, tanto più se consideriamo il rapporto tra potenza e dimensioni. Per intenderci, anche esemplari di un paio di chili sapranno farci divertire, a patto che si utilizzino canne da tecnica light e non i “bastoni” da deep jigging, magari abbinati a grossi rotanti e leader da oltre un millimetro. Sarà però nella pesca ai pesci di taglia che si farà una pesca più &#8220;etica&#8221; e sensata, e ci si toglierà qualche bella soddisfazione.</p>
<h2>La pesca della ricciola a jigging (con le esche artificiali)</h2>
<p>Nostro obiettivo, comunque, non saranno gli esemplari giovani ma quelli adulti che, per chi non lo sapesse, possono arrivare anche a 60 chili (e rari esemplari record anche oltre)! Dato che non ci pensa la legge a tutelare a dovere questa specie (la misura minima è di appena 30 centimetri&#8230;), crediamo che il buon senso sia necessario per evitare inutili stragi: gli esemplari di taglia modesta sono i più facili da catturare e, visto che se ne stanno in branchi numerosi, possono abboccare ai jig anche con notevole frequenza.</p>
<h3>Dove si pesca la ricciola?</h3>
<p>Nonostante la ricciola sia perfettamente in grado di compiere grandi spostamenti, i luoghi migliori per tentarla sono le secche rocciose che risalgono ripide, suo habitat prediletto.</p>
<p>Ideali sono quelle che si elevano partendo da fondali di una sessantina di metri per salire a quota -10. Hot spot come questi solitamente sono conosciuti dai pescatori e ottenere le “mire” (allineamenti visivi con punti a terra) in genere non è cosa complicata.</p>
<p>Va da sé che un ecoscandaglio agevolerà di molto la nostra battuta di pesca, mostrandoci come sprofonda la roccia e segnalando eventuali prede sotto lo scafo. Nei pressi delle secche rocciose si possono allamare ricciole in qualsiasi periodo dell’anno e, se la conformazione del fondale è simile a quella descritta poco sopra, non importa che la secca si trovi in mezzo al mare o a 200 metri da riva.</p>
<h3>Come si pesca la ricciola con le esche artificiali?</h3>
<p>Al di là delle mode, pescare una ricciola con le esche artificiali vuol dire far parte della minoranza dei pescatori, visto che la tecnica più adoperata è la tradizionale pesca a traina con esca viva.</p>
<p>La pratico anche io, al punto che con la mia azienda ho realizzato la <a href="https://www.amato.it/prodotto/defender/">canna da traina Amato Defender</a> che è ottima, la puoi ordinare su questo sito e te la consiglio.</p>
<p>Affrontiamo ora l’argomento ricciola a jigging cercando di capirne di più: partiremo dagli aspetti biologici che la caratterizzano fino ad arrivare alla tecnica verticale, alle montature corrette e al tipo di assist hook che è meglio montare a fondo lenza. Anche la ricerca degli spot avrà la sua importanza, come la scelta di un’attrezzatura adeguata alla taglia media delle prede. Questo che potrebbe sembrare un articolo per esperti appassionati sarà invece utile, ci auguriamo, anche per chi è alle prime armi, perché nel vertical jigging i risultati (ovvero i pesci grossi come le ricciole) possono arrivare anche all’amo di chi sta cominciando a pescare.</p>
<h4>Ricciola: morfologia</h4>
<p>Il corpo della ricciola è allungato e compresso. La testa è grande così come la bocca, munita di denti molto piccoli. La livrea è grigia con toni che possono tendere all’azzurro sul dorso e al giallo-oro sui fianchi, più marcati ai lati della testa. Il ventre è bianco. Il peduncolo caudale è sottile, e la coda falciforme. La ricciola ha due pinne dorsali, la prima corta con raggi spinosi. Questo bel predatore può raggiun­gere i 2 metri di lunghezza e gli 80 chili, per questo può essere indicato come il “peso massimo” del vertical nostrano, l’avversario con cui tutti, prima o poi, sperano di confrontarsi.</p>
<h4>Abitudini gregarie del branco  di ricciole</h4>
<p>La Seriola dumerili è un pesce pelagico che conduce vita gregaria allo stato giovanile, isolandosi in piccoli grup­pi con l’avanzare dell’età. In particolare, gli esemplari fino ai 4 o 5 chili cercano spesso il cibo nei primi metri d’acqua prossimi alla superficie. Per questo motivo può capitare un’abboccata proprio quando l’esca sta per raggiungere la barca, cioè nel momento di minore attenzione, visto che le seriole di taglia prediligono stazionare a mezz’acqua o a fondo.</p>
<p>Quando le ricciole sono in branchi numerosi capita che scatti una competizione per attaccare il jig. In questi casi la possibilità di fare grandi pescate è più che concreta, ma lasciamo il da farsi al buon senso di ognuno, prima ancora che al limite di legge (5 chili per pescatore). Va detto comunque che pescare esemplari di piccola taglia con un’attrezzatura da vertical, ideale per pesci adulti, ci farà divertire poco. Ma a chi volesse provare l’emozione di catture a raffica di piccole ricciole consigliamo di montare un assist singolo. Spesso, infatti, il secondo assist va a pungere il pesce dopo che è stato allamato, provocandogli un’inutile ferita, inutile soprattutto perché, se è piccolo, lo libereremo subito, da veri pescatori.</p>
<h4>Assist hook e ami per montare i jig (esche artificiali)</h4>
<p>Nel vertical mirato alle ricciole di peso tutto il complesso pescante deve essere affidabile e testato.</p>
<p>Si può intuire che con un pesce “tutto muscoli” che può pesare quanto noi eventuali difetti nella montatura verranno inevitabilmente alla luce nel combattimento. Per questo i nodi devono essere perfetti, magari fermati anche con una goccia di colla cianoacrilica, e gli assist hook devono essere realizzati con ami 7/0 o superiori, da scegliere tra quelli a filo spesso.</p>
<p>A chi è solito realizzare da sé i propri assist ricordiamo che la trazione allo spunto della ricciola di taglia è veramente altissima, per cui un amo di qualità mediocre o a filo troppo fine può aprirsi o anche spezzarsi di netto.</p>
<p>Lista di consigli per prescare la riggiola a jigging:</p>
<ol>
<li>Usare la migliore canna da pesca a jigging (in rapporto con grammatura esca e fili utilizzati);</li>
<li>Usare leader fatto con il migliore filo fluorocarbon (diametri consigliati per grosse ricciole 0,60 &#8211; 0,73);</li>
<li>Aver tarato la frizione del mulinello in full strike prima di iniziare a pescare;</li>
<li>Battere precise zone di mare calcolando le passate che farà la barca in deriva;</li>
<li>Animare l&#8217;artificiale con cadenza ritmica della canna (il recupero col solo mulinello non è adatto)</li>
<li>Variare spesso colorazione/grammatura/modello del jig</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pescare a Febbraio: dove, come e quando (in mare)</title>
		<link>https://www.amato.it/pescare-a-febbraio-dove-come-e-quando-in-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 04:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare). Leggi info utili e video su pesca a spinning, surfcasting, bolognese, spigola &#124; AMATO.IT</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-febbraio-dove-come-e-quando-in-mare/">Pescare a Febbraio: dove, come e quando (in mare)</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo voglio dare quante più informazioni utili sul <strong>Pescare a Febbraio: dove, come e quando (in mare)</strong>, senza però ripeterti pari pari tutto quanto già scritto per la pesca in gennaio. Non è un caso se sei su questo blog di pesca in mare perché io stesso sono un appassionato di pesca in mare e su questo <a href="amato.it">e-commerce di canne da pesca Amato.it</a> ho deciso di creare un blog pieno di articoli in cui condivido le mie esperienze di pesca in mare.</p>
<h2>Pescare a Febbraio: dove, come e quando (in mare)</h2>
<p>Quali tecniche di pesca in mare potranno aiutarti a prendere bei pesci e cefalopodi, pescando in febbraio? Prima di fare un’analisi delle tecniche e dei diversi posti dai quali è possibile pescare bei pesci da terra (spiaggia, scogliera, molo/diga/porto, foce) e dalla barca, ti voglio svelare due tecniche che a me hanno sempre permesso di divertirmi in febbraio, quando la maggior parte delle tecniche rendeva poco o nulla:</p>
<ol>
<li>la pesca alla spigole in foce: la facevo alternando la pesca con esche naturali vive (soprattutto coreano e pesci esca vivi) allo spinning.</li>
<li>la pesca a scarroccio alle mormore dalla barca, che facevo usando vermi di mare innescati su un sottile e <a href="https://www.amato.it/prodotto/fluorocarbon-f1-amato/">migliore filo fluorocarbon 100%</a> e amo del numero 8.</li>
</ol>
<p>Se hai la possibilità di provare almeno una di queste tecniche te la consiglio, perché credo siano adatte al mese di febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dove si pesca in mare a febbraio?</h3>
<p>Adesso vediamo ad altri consigli, perché questo articolo vale un po’ per tutti i posti, anche se sarai d&#8217;accordo con me quando scrivo che l’Italia ha una grande quantità di coste e non tutti i posti si equivalgono.</p>
<p>Conformemente con leggi e divieti, potrai pescare da:</p>
<ul>
<li>porto</li>
<li>scogliera naturale (le rocce più o meno alte)</li>
<li>scogliera artificiale (gli scogli)</li>
<li>spiaggia (di sabbia o ciottoli)</li>
<li>barca</li>
</ul>
<h3>Come pescare in febbraio</h3>
<h4>Pesca spinning febbraio</h4>
<p>La spigola la farà ancora da protagonista in buona parte delle coste italiane. Per questo le canne da spinning alla spigola in questa stagione saranno ancora le più usate, insieme a quelle da seppia (canne da eging, insomma).</p>
<p>Uno spinning in scogliera più classico potrà comunque far catturare barracuda, palamite. A seconda dei posti si potrebbe praticare con successo anche lo shore jigging.</p>
<p>Guarda un mio video in cui pesco con bombarda e anguillina e canna da pesca Total Spinning Amato (2,10 metri azione 20 grammi):</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Spigole a Spinning: si è rotto l&#039;allevamento" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/O93Jx6cUbqo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pesca surfcasting febbraio</h4>
<p>A dettare i tempi della pesca a surf casting saranno soprattutto i venti e le relative mareggiate. In questa stagione con acqua fredda la spigola sarà ancora una delle prede più frequenti, insieme ai saraghi, in condizione di mare formato.</p>
<p>Necessario attrezzarsi con canne da surf casting potenti e piombi da tenuta, corredati di terminali come: <a href="https://www.amato.it/prodotto/pater-noster/">pater noster</a> e <a href="https://www.amato.it/prodotto/short-rovesciato/">short rovesciato</a>. Se non hai tempo per costruire i terminali da pesca li puoi ordinare online su questo sito.</p>
<h4>Pesca a bolognese febbraio</h4>
<p>La pesca a bolognese a febbraio è spesso dedicata alla spigola. Potremo praticarla in foci, porti, e anche dalla spiaggia se il mare calmo ce lo consentirà. Esche ideali per il Dicentrarchus labrax saranno i bigattini o i gamberi vivi.</p>
<p>Alternativa divertente ma che pochissimi apprezzano è la bolognese alle grosse salpe con l&#8217;erba o con il pastone. Sono pesci che tirano forte.</p>
<p>Guarda il video della cattura di una spigola a bolognese con una delle <strong>canne da pesca a bolognese Amato</strong>:</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Canne da pesca ➤ Spigola Amato presentata da Matthieu Amato" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/rllzEVmq9u8?start=117&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<h4>Pesca dalla barca a febbraio</h4>
<p>In febbraio sono sempre possibili belle catture ma… non è un mese propizio. Anche se è vero che ogni anno può avere un suo andamento, si può riassumere dicendo che la pesca ai cefalopodi sia una delle più praticata dalla barca in febbraio, in questi tre modi:</p>
<ol>
<li>Pesca delle seppie dalla barca a scarroccio</li>
<li><a href="https://www.amato.it/prodotto/tataki-per-calamari-terminale-43/">Pesca dei calamari a tataki</a></li>
<li><a href="https://www.amato.it/prodotto/calamari-traina-terminale-44/">Pesca dei calamari a traina</a></li>
</ol>
<p>Al momento sono queste tre le tecniche che permettono di divertirsi, e magari portare nella cucina di casa delle rare prelibatezze.</p>
<p>Altre tecniche da tenere in considerazione saranno lo spinning dalla barca lungo costa (mi raccomando di praticarlo sempre in sicurezza), il bolentino sia su sabbia che su roccia, la pesca in verticale con tenya o jig, il light jigging e la traina col vivo.</p>
<p>E poi c&#8217;è sempre la pesca a scarroccio alle mormore a cui ho fatto cenno all&#8217;inizio dell&#8217;articolo!</p>
<p>Ciao, ci vediamo presto sul blog di pesca su AMATO.IT con un nuovo articolo, nel frattempo dai un&#8217;occhiata alle mie Canne da pesca Amato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-febbraio-dove-come-e-quando-in-mare/">Pescare a Febbraio: dove, come e quando (in mare)</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare)</title>
		<link>https://www.amato.it/pescare-a-gennaio-dove-come-e-quando-in-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 04:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare). Leggi info utili e video su pesca a spinning, surfcasting, bolognese, spigola &#124; AMATO.IT</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-gennaio-dove-come-e-quando-in-mare/">Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare)</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pesca “di gennaio”</strong> è una delle più complicate dell’anno per chi teme il freddo, tuttavia, complici anche le festività lavorative di fine anno, sono tantissimi i pescatori che decidono di andare in cerca di pesci pregiati in mare in questo mese. Non è un caso se sei su questo blog di pesca in mare perché io stesso sono un appassionato di pesca in mare e su questo <a href="amato.it">e-commerce di canne da pesca Amato.it</a> ho deciso di creare un blog pieno di articoli in cui condivido le mie esperienze di pesca in mare. In questo articolo voglio dare quante più informazioni utili sul <strong>Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare)</h2>
<p>Quali tecniche di pesca potranno aiutarti a prendere bei pesci e cefalopodi in mare, pescando in gennaio? Di seguito cercherò di fare un’analisi il più possibile schematica; analizzeremo prima i momenti per pescare, e poi anche i diversi posti dai quali è possibile farlo: da terra (spiaggia, scogliera, molo/diga/porto, foce) e dalla barca.</p>
<p>Questo articolo vale un po’ per tutti i posti, anche se devi comprendere che l’Italia ha una grande quantità di coste e non tutti i posti si equivalgono.</p>
<p>Non mancherà anche qualche riferimento alla mia esperienza personale della pesca in gennaio. Considera però che si tratta di esperienza di pesca per lo più nel Mar Ligure che, pur appartenendo ai mari d’Italia, non è uguale all’Adriatico o allo Ionio.</p>
<p>Ok, iniziamo a parlare della pesca nel primo mese dell’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pesca di giorno in gennaio</h3>
<p>La pesca di giorno potrà essere fatta ad eging, alla ricerca di calamari da scogliere e porti, ma anche a fondo, a spinning, bolognese.</p>
<p>Se fino a pochi anni fa la pesca ai calamari era notturna, oggi la <strong>pesca a eging</strong> (anche a gennaio) può anche essere fatta di giorno.</p>
<p>La <strong>pesca a spinning in gennaio</strong> sarà indirizzata molto spesso alla spigola che troveremo in caccia vicino alle foci, o anche lungo le massicciate (scogliere artificiali).</p>
<p>Una buona tecnica diurna (per chi la ama) sarà la pesca al cefalo con la canna bolognese o la canna fissa nei porti, foci, scogliere e antemurali.</p>
<p>Per chi volesse tentare la cattura di pregio, la bolognese alla spigola (con galleggianti classici o inglesi) sarà sicuramente un’opportunità da non perdere.</p>
<p>Ecco un video di pesca alla spigola invernale in cui viene catturato un branzino davvero bello.</p>
<h3>Pesca di notte in gennaio</h3>
<p>Pescare di notte vorrà dire esporsi al freddo più intenso. Potremo riscaldarci con scaldamani appositi, chimici o non, inserendoli all’interno dei vestiti e cerate.</p>
<p>I più assidui frequentatori della notte sono sicuramente i pescatori di queste tecniche:</p>
<ul>
<li>Eging notturno</li>
<li>Pesca a spinning di notte</li>
<li>Surfcasting notturno</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come pescare in Gennaio</h3>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pesca spinning gennaio</h4>
<p>Dire spinning in gennaio per la maggior parte dei pescatori equivale a dire spigola (anche detta branzino o ragno, secondo le regioni). Gi assetti per la spigola dipendono molto dall’ambiente di pesca e le esigenze di lancio. Le gomme sono molto valide con piccole teste piombate da spinning. Alternativa poco usata ma comunque valida è la pesca con bombarda e <a href="https://www.amato.it/prodotto/bombarda-e-anguillina-terminale-28-amato/">anguillina artificiale</a>.</p>
<p>Uno spinning in scogliera più classico potrà comunque far catturare barracuda, palamite. A seconda dei posti si potrebbe praticare con successo anche lo shore jigging.</p>
<p>Spesso nel mese di gennaio, molti pescatori in mare che sono soliti praticare lo spinning, tendono a pescare a eging. Non ti nascondo che anche io sono tra questi.</p>
<p>Alcuni spinner, insomma, si convertono alla pesca dei cefalopodi, calamari e seppie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guarda un mio video in cui pesco con bombarda e anguillina e canna da pesca Total Spinning Amato (2,10 metri azione 20 grammi):</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Spigole a Spinning: si è rotto l&#039;allevamento" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/O93Jx6cUbqo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pesca surfcasting gennaio</h4>
<p>A dettare i tempi della pesca a surf casting saranno soprattutto i venti e le relative mareggiate. In questa stagione con acqua fredda la spigola sarà ancora una delle prede più frequenti, insieme ai saraghi, in condizione di mare formato.</p>
<p>Necessario attrezzarsi con canne da surf casting potenti e piombi da tenuta, corredati di terminali come: <a href="https://www.amato.it/prodotto/pater-noster/">pater noster</a> e <a href="https://www.amato.it/prodotto/short-rovesciato/">short rovesciato</a>. Se non hai tempo per costruire i terminali da pesca li puoi ordinare online su questo sito.</p>
<p>Guarda il video della cattura di una spigola a surfcasting con una nostra canna Surfitaly Amato:</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="UN SOGNO REALIZZATO: SPIGOLA A SURFCASTING! Pesca a Fondo Invernale dalla Spiaggia nel Mar Adriatico" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/y5YBMllapug?start=750&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Pescare a gennaio dalla spiaggia (la p.a.f.)</h4>
<p>Pescare a gennaio dalla spiaggia vuoi dire tentare la ricerca di grufolatori con sottili <a href="https://www.amato.it/prodotto/fluorocarbon-f1-amato/">fili fluorocarbon</a>. L’acqua particolarmente fredda non consentirà di pescare molto bene.</p>
<p>Per quanto riguarda le mie pescate in Liguria, Gennaio è un mese avaro ma, alcune volte mi ha regalato belle ombrine (con il verme americano) e spigole nel cosiddetto “imbatto dell’onda” pescando con il verme coreano appuntato per la testa.</p>
<h4>Pesca canna da riva gennaio</h4>
<p>La canna da riva in gennaio vorrà dire principalmente bolognese alla spigola. Potremo praticarla in foci, porti, e anche dalla spiaggia se il mare calmo ce lo consentirà. Esche ideali per il Dicentrarchus labrax saranno i bigattini o i gamberi vivi.</p>
<p>Ricordiamoci che siamo in uno dei mesi più ostici, lo dico io che sono in Liguria ma che qui posso contare su varie alternative dovute alla profondità d’acqua offerta da certe postazioni; spesso invece mi sono confrontato con pescatori d’Adriatico che avevano maggiori difficoltà, poiché dire pesca da riva a gennaio in Adriatico significava sostanzialmente andare a spigole e… prendere tanti cappotti prima di catturare un pesce di una taglia rilevante.</p>
<p>Guarda il video della cattura di una spigola a bolognese con una delle <strong>canne da pesca a bolognese Amato</strong>:</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="Canne da pesca ➤ Spigola Amato presentata da Matthieu Amato" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/rllzEVmq9u8?start=117&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<h4>Pesca dalla barca a gennaio</h4>
<p>In questo mese sono sempre possibili belle catture ma… non è un mese propizio. Anche se è vero che ogni anno può avere un suo andamento, si può riassumere dicendo che la pesca ai cefalopodi sia una delle più praticata dalla barca in gennaio, in questi tre modi:</p>
<ol>
<li>Pesca delle seppie dalla barca a scarroccio</li>
<li><a href="https://www.amato.it/prodotto/tataki-per-calamari-terminale-43/">Pesca dei calamari a tataki</a></li>
<li><a href="https://www.amato.it/prodotto/calamari-traina-terminale-44/">Pesca dei calamari a traina</a></li>
</ol>
<p>Al momento sono queste tre le tecniche che permettono di divertirsi, e magari portare nella cucina di casa delle rare prelibatezze.</p>
<p>Altre tecniche da tenere in considerazione saranno lo spinning dalla barca lungo costa (mi raccomando di praticarlo sempre in sicurezza), il bolentino sia su sabbia che su roccia, la pesca in verticale con tenya o jig, il light jigging e la traina col vivo.</p>
<h3>Dove pescare a gennaio?</h3>
<p>Per rispondere a questa domanda, ti posso dire che anche in gennaio dovari andare in cerca dei pesci che vuoi prendere laddove tu pensi che possano essere. Scegli che pesce ti piacerebbe ferrare e come lo vorresti prendere e, di conseguenza, saprai dove andare. Facciamo qualche esempio.</p>
<ul>
<li>Per prendere saraghi a surfcasting io andrei in una caletta durante una mareggiata (o nella prima fase di scaduta);</li>
<li>Vuoi prendere le seppie dalla barca (io andrei su fondale sabbioso – anche nei pressi della posidonia) su 5-20 metri di fondo;</li>
<li>Vuoi prendere la spigola a spinning, vai in foce, in porto o lungo una spiaggia. La spigola è un pesce che si adatta bene a vari ambienti e la foce è forse il posto migliore.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-gennaio-dove-come-e-quando-in-mare/">Pescare a Gennaio: dove, come e quando (in mare)</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guida alla scelta della migliore canna da pesca a bolentino</title>
		<link>https://www.amato.it/guida-alla-scelta-della-migliore-canna-da-pesca-a-bolentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 04:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amato.it/?p=2862</guid>

					<description><![CDATA[<p>Guida alla scelta della migliore canna da pesca a bolentino: azione, fusto, anelli, vette in fibra di vetro o carbonio &#124; Canne da pesca in mare dalla barca &#124; Negozio di pesca online AMATO.IT</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/guida-alla-scelta-della-migliore-canna-da-pesca-a-bolentino/">Guida alla scelta della migliore canna da pesca a bolentino</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di “canna da bolentino” al singolare non è un cosa facile, perché le varianti tecniche di questo tipo di pesca impongono spesso attrezzi con caratteristiche molto precise.</p>
<p>Questo articolo non sarà forse il più grande mai scritto ma ha il preciso obiettivo di farti comprendere quali sono le varie tipologie costruttive del fusto e dei materiali (anelli e porta mulinello su tutti) che compongono le <strong>canne per il bolentino dalla barca</strong>.</p>
<p>Non parleremo di precisi modelli che siano magari di moda oggi.</p>
<p>Ok, se sei su questo sito web lo sai, è uno spazio personale in cui si parla di <strong>pesca in mare</strong>, che io stesso (Matthieu Amato) pratico con i miei prodotti a marchio Amato, e tutto questo è possibile anche grazie al <a href="pesc.it">migliore negozio di pesca online PESC.IT</a> che mi supporta (mi supportate voi, se comprate tutte le vostre canne e mulinelli lì, oltre che su <a href="amato.it">AMATO.IT</a>). Chiusa parentesi.</p>
<p>Adesso vediamo di approfondire insieme questa <strong>guida alla scelta della canna da pesca a bolentino</strong>.</p>
<h3>Come deve esser fatta? Azione di punta grazie alla vetta</h3>
<p>Iniziamo trattando delle prerogative “giuste” della canna da bolentino, intendendo con questo termine l’attrezzo genericamente usato sotto costa. Parliamo di canne che hanno i seguenti step di piombo utilizzabile:</p>
<ul>
<li>100 grammi</li>
<li>150 grammi</li>
<li>200 grammi</li>
<li>250 grammi</li>
<li>300 grammi</li>
<li>500 grammi</li>
</ul>
<p>Attenzione però perché non sono pesi di piombo che puoi lanciare (cosa che invece viene indicata in altre tecniche)! Sono piombi massimali che puoi usare a bolentino.</p>
<p>Una canna da <strong>bolentino costiero</strong> (o &#8220;<strong>bolentino leggero</strong>&#8220;) deve essere resistente e, per quanto possibile, leggera; ma il requisito primario che la rende interessante ai nostri occhi è la cosiddetta “azione di punta”. Vale a dire che la punta della canna dovrà essere particolarmente cedevole, in modo da piegarsi sotto ogni piccola trazione: una volta in pesca, questa caratteristica ci permetterà di cogliere subito le mangiate e di distinguerle immediatamente dagli altri movimenti, nella maggior parte dei casi dovuti a oscillazioni della <strong>barca</strong>.</p>
<h4>Sottovetta e fusto della canna da bolentino ideale</h4>
<p>Sotto il vettino, il fusto dell’attrezzo dovrà essere abbastanza rigido, in modo da consentirci una ferrata pronta. Una canna ben progettata non si piega molto durante il recupero del piombo ma fletterà, e bene, nel caso in cui agganciassimo un bel pescione. In questo caso l’elasticità della canna ci aiuterà ad ammortizzare le testate della preda, favorendo la nostra vittoria nel combattimento. Di conseguenza, gli anelli passafilo saranno distribuiti sul fusto non a intervalli regolari ma con un incremento deciso del numero vicino alla vetta.</p>
<h3>Quanto deve essere lunga la canna da bolentino?</h3>
<p>Possiamo trovare canne da bolentino in tutti i negozi di articoli da pesca. Sono telescopiche e di lunghezze che variano da 1,5 a 5 metri. Il materiale più usato per realizzarle è il carbonio che, piano piano, ha preso il posto della fibra di vetro, nonostante costi di più. Solo per le canne molto economiche (sui 10-15 euro) si parla di “composito fibra-carbonio” in cui il secondo è necessario per conferire rigidità e leggerezza.</p>
<h3>Quale canna devo scegliere?</h3>
<p>Fatte queste premesse, ognuno di noi sceglierà in funzione delle proprie preferenze sia tecniche sia di costo. Per quanto riguarda la lunghezza, va detto che la misura ideale è 4 metri: perché è abbastanza lunga da permetterci di gestire al meglio le sfuriate delle prede e di usare terminali lunghi senza avere problemi al momento di portare il pesce a guadino. Alcuni pescatori, però, trovano le canne lunghe “troppo ingombranti” e preferiscono limitarsi alle “2 metri”. Comunque, il mercato offre scelta in abbondanza, con prezzi che partono da 10 euro e arrivano fino a 400.</p>
<h3>Quali sono le migliori canne da bolentino?</h3>
<p>Decine di volte. Forse centinaia, mi è stato chiesto di consigliare una canna da bolentino. La risposta è scritta anche qui di seguito: vai sulla pagina seguente: Migliori canne da pesca a bolentino – negozio di pesca online PESC.IT . Devo mandarti su un altro sito perché qui su AMATO.IT ci sono solo le mie canne che non possono coprire tutte le tecniche di pesca. Mentre su PESC.IT trovi le AMATO ed anche quelle di altre marche (questa spiegazione dovevo dartela per essere chiaro con te).</p>
<h3>Caratteristiche necessarie in una buona canna da pesca al bolentino</h3>
<p>Adesso veniamo alle caratteristiche che una canna da bolentino costiero e medio deve avere</p>
<p>Al di là dei gusti personali e sempre parlando del bolentino costiero, ci sono fusti più o meno cedevoli che si adattano meglio a una variante di pesca piuttosto che a un’altra. I garisti della canna da natante arrivano a portare con sé anche 5-7 canne, per decidere sul momento qual è la più adatta. Senza volerli emulare, quindi senza esagerare, possiamo comunque dire che le canne più cedevoli (o, come si dice, “molli”) sono da usare per la pesca delle prede di mezz’acqua, arrivando anche alla lunghezza massima di 5 metri, mentre le più rigide sono decisamente adatte alla pesca dei possenti pesci di fondo.</p>
<h4>La migliore canna da bolentino… che tipo di vette monta?</h4>
<p>Da quanto abbiamo scritto finora si sarà intuito come possa essere fondamentale il ruolo della vetta di una canna da bolentino. Quando si tratta di <strong>comprare la canna</strong>, questa domanda è importante. I cimini (altro termine per indicare le vette) possono essere costruiti usando i due materiali che abbiamo menzionato prima parlando del fusto: carbonio o fibra di vetro. In questo caso, però, il discorso in termini di efficacia cambia, perché sarà molto diversa la forma dell’oggetto. In altre parole, se nel caso del fusto è sicuramente meglio che il costruttore utilizzi la fibra di carbonio, nel caso del cimino avremo bisogno di un segmento sottile ma pieno. Date queste condizioni, le vette in vetro (identificate spesso con l’espressione “nylon multicolor” a causa della classica verniciatura sgargiante) risultano sicuramente vincenti: estremamente flessibili e resistenti, se ben proporzionate nella conicità si piegheranno in modo progressivo. Ecco perché la fibra di vetro è il materiale di gran lunga più usato nella costruzione delle vette.</p>
<h5>Cimini in fibra di vetro o carbonio?</h5>
<p>La fibra di carbonio crea vette che sono altrettanto “piene” di materiale ma leggermente più fragili rispetto alla fibra di vetro. Inoltre, offre una curva più omogenea: per questo è usata soprattutto per le canne destinate alla pesca in sospensione dei pesci di mezz’acqua, soprattutto sgombri.</p>
<p>Anche in questo caso, la scelta finale spetta a noi.</p>
<p>Ci sono pescatori che usano solo vette in fibra di vetro e altri che pescano solo a mezz’acqua con cimini in carbonio.</p>
<p>Infine, la vetta della nostra canna da pesca potrà essere telescopica (che “viene fuori dal fusto”, dotata di anelli scorrevoli) oppure a innesto, cioè separata dal resto della canna e da inserire nel sottovetta prima di iniziare a pescare.</p>
<p>Tutto questo discorso ovviamente ha più senso per un bolentino costiero e medio: cioè quello che va per la maggiore cercando di pescare orata, pagello, pagro, sarago e la gran parte dei pesci nostrani. Le “altre canne”, vale a dire le canne da pesca col mulinello elettrico, e le canne da bolentino live e live kab sono solitatemte due pezzi a innesto, o monopezzo, e non prevedono l’innesto ulteriore del vettino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Anelli delle canne da bolentino: requisiti fondamentali</h4>
<p>Tra le informazioni utili che devi conoscere a riguardo delle canne da bolentino c’è l’anello scorrifilo. L’ho scritto al singolare ma, come sai, ce ne saranno molti fissati sulla canna con una o due legature apposite. Questo oggettino di piccole dimensioni è il collegamento tra la canna e il pesce. Ha il potere (quando scheggiato) di farci perdere qualunque pesce, poiché la sua “pietrina” diventa tagliente alla stregua della lama d’un coltello!</p>
<p>Allora diamogli la dovuta importanza nel momento della scelta della canna da bolentino.</p>
<p>Spesso lo sguardo di chi compra una canna è catturato dal colore e dalle serigrafie o dal tipo di punta. Gli anelli montati sulle canne da bolentino sono a ponte singolo o doppio (ovvero con uno o due agganci sul fusto). Il secondo tipo è più robusto e affidabile, ma se trattiamo a dovere le nostre canne, anche i primi andranno benone. La superficie sulla quale scorre il filo è detta “pietra” e, di solito, è l’aspetto più importante. In genere è realizzata in carburo di silicio (SiC), materiale che resta integro a lungo e che protegge il monofilo dal surriscaldamento durante i lunghi recuperi.</p>
<p>Di norma, troviamo un anello fissato alla parte superiore di ogni elemento della canna. Possiamo trovarne due o tre scorrevoli solo sulle vette telescopiche dei modelli così concepiti. Se questi scorrevoli sono stati posizionati bene (da chi ha progettato la canna) allora possiamo tollerarne la presenza, perché faranno bene il loro lavoro. Diversamente, gli scorrevoli danno spesso problemi e sarebbe bene scegliere canne che non ne hanno.</p>
<p>Ovviamente questa <strong>guida alla scelta della canna da pesca a bolentino </strong>vuole solo essere un approccio al tema; un punto di partenza per chi ha intenzione di migliorarsi nella pesca dalla barca, come ho fatto io negli anni, cercando di continuare a imparare anche io da ciò che mi succede ogni volta che pesco.</p>
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		<title>La pesca a scarroccio a bolentino</title>
		<link>https://www.amato.it/la-pesca-a-scarroccio-a-bolentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 08:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amato.it/?p=2856</guid>

					<description><![CDATA[<p>Info su pesca a bolentino / scarroccio: terminali, esche, pesci che si possono pescare, vendita canne da bolentino e fluorocarbon &#124; AMATO.IT</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/la-pesca-a-scarroccio-a-bolentino/">La pesca a scarroccio a bolentino</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>pesca a scarroccio</strong> a bolentino si pratica lasciandosi portare lentamente dal vento. La nostra barca si muoverà trascinando le montature su fondali sabbiosi o fangosi che, quindi, non rischiano di farci incagliare.</p>
<h2>La pesca a scarroccio a bolentino</h2>
<p>Ok, se sei su questo sito web lo sai, è uno spazio personale in cui si parla di <strong>pesca in mare</strong>, che io stesso (Matthieu Amato) pratico con i miei prodotti a marchio Amato, e tutto questo è possibile anche grazie al <a href="pesc.it">migliore negozio di pesca online PESC.IT</a> che mi supporta (mi supportate voi, se comprate tutte le vostre canne e mulinelli lì, oltre che su <a href="amato.it">AMATO.IT</a>). Chiusa parentesi, vediamo di approfondire la pesca a scarroccio.</p>
<h3>Come funziona?</h3>
<p>Su questo tipo di fondale troveremo soprattutto grufolatori (oltre a incontri casuali con pesci di mezz’acqua, certo&#8230;); e, comunque, saranno qui pesci ad attirare le nostre attenzioni perché più pregiati.</p>
<p>Il terminale classico è meno catturante rispetto a quelli che ti descriverò dopo, però te ne voglio parlare in modo che tu possa notare le differenze con gli altri. Anche perché ci sono migliaia di persone che pescano così, dall’Adriatico al Tirreno, per cui, se conosci tutte le differenze tra i terminali da pesca in mare, sarai già un passo avanti rispetto alla gran parte di chi va a pesca a bolentino.</p>
<h3>Quali esche si usano nel bolentino a scarroccio</h3>
<p>Anche se questo non vuole essere l’articolo più lungo sullo scarroccio mai scritto, lasciami dire quali esche si possono usare, giusto per dare qualche informazione pratica a chi magari a bolentino non è mai andato.</p>
<p>Nello scarroccio potrai usare queste principali esche:</p>
<ul>
<li>Vermi di mare come americano, arenicola, muriddu</li>
<li>Cefalopodi (totano, calamaro o seppia) fatti a striscioline</li>
<li>Piccoli cefalopodi interi</li>
<li>Tentacoli di moscardino o polpo</li>
<li>Gamberi (interi o sgusciati)</li>
</ul>
<p>Poi ogni esca che la fantasia ti suggerisce potrà esser “ad provare”. L’unica alternativa che nomino qui è lo scarroccio costiero estivo alle mormore coi bigattini ma… è una pesca un po’ diversa e che penso approfondirò la prossima estate qui sul blog.</p>
<h3>Bolentino a scarroccio: come non fare la montatura</h3>
<p>La montatura da pesca classica prevede un unico bracciolo situato sotto un piombo scorrevole. Questo vuol dire che il bracciolo sarà interamente posato sul fondo e che il piombo gli aprirà la strada, magari smuovendo la sabbia e attirando l’attenzione dei pesci. Per costruire questo terminale passiamo la lenza madre (nylon di diametro 0,25-0,35 millimetri) nella zavorra e leghiamo una girella con moschettone; a quest’ultimo agganceremo un bracciolo di circa 1 metro o poco più, realizzato con il migliore filo fluorocarbon e ami adatti alle prede cui miriamo. Per iniziare, un filo dello 0,25 mm e un amo del 6 andranno benone nella maggior parte dei casi. Questo terminale però ha solo un innesco, e non consente di sostituire il piombo senza tagliare la lenza madre vicino alla lenza. Per questo non te lo consiglio. È un modo di pescare “basilare” che ti può permettere certo di catturare bei pesci ma non è quello che ti consiglio se vuoi fare scarroccio al meglio. So bene che migliaia di pescatori lo utilizzano e ci prendono pesci ma… se hai davvero passione, prova almeno a scoprire le prossime soluzioni che ti sto per spiegare.</p>
<h4>Terminale genovese da pesca: rischioso per i garbugli</h4>
<p>Pescare a scarroccio con un solo amo è la soluzione più semplice, in termini sia di costruzione sia di utilizzo del terminale, perché è quasi impossibile che si ingarbugli e che ci dia dei problemi. Tuttavia, esistono delle altre versioni e la più famosa tra queste è il cosiddetto “terminale genovese”, così chiamato perché probabilmente ideato dai pescatori del capoluogo ligure, che prevede l’utilizzo di un secondo amo montato al di sopra del piombo. I braccioli in questo caso saranno più corti ma… il rischio di ingarbugliare usando un piombo scorrevole sarà notevole, per cui anche questo sistema va lasciato nel novero dei terminali “storici” e non attuali.</p>
<h4>Terminale monoamo da bolentino: il migliore</h4>
<p>Se vuoi pescare con un solo amo, sappi che esiste un terminale più raffinato, che nasce dall’esperienza tecnica accumulata dai garisti. L’espediente è di non montare un piombo scorrevole ma un piombo a pera, con girella od occhiello, su un supporto che, questo sì, possa scorrere. Il supporto in questione sarà una perlina a doppio foro, da collegare alla zavorra con una decina di centimetri di nylon. In gergo si chiama deriva o “prolunghino”. Questo piccolo spezzone ci servirà a cogliere meglio le abboccate grazie allo scossone della vetta e, nello stesso tempo, lascerà all’amo una piccola possibilità nel senso opposto a quello della direzione di scarroccio…</p>
<h3>Calamenti a due ami per pescare a bolentino a scarroccio</h3>
<p>In questa tecnica di pesca in mare dalla barca possono essere utili calamenti a due ami, specie nei momenti di pesca in cui il pesce è presente e si possono fare delle “doppiette”. Insomma, due catture alla volta.</p>
<p>Il bolentino infatti richiede attenzione sulla canna e non è possibile pescare bene con tante canne come invece si fa da terra, sul molo o sulla spiaggia.</p>
<h2>Quando è possibile pescare con più canne in simultanea?</h2>
<p>Nella pesca a bolentino, personalmente, metto più canne in pesca solo nello scarroccio sottocosta alle mormore; lo si può fare solamente nelle giornate tranquille in cui il meteo lo consente.</p>
<p>In tutti gli altri casi (sto parlando di bolentino costiero e medio) il mio consiglio è quello di concentrarti a pescare bene con una canna. I risultati saranno migliori.</p>
<h4>Razzolare il fondo con il terminale “da razzolo” a due braccioli</h4>
<p>Dicevamo  che quando i pesci sono rilevanti (come taglia) e ben presenti, può essere il caso di impiegare <a href="https://www.amato.it/prodotto/razzolo-terminale-n-38/">terminali a due braccioli che chiamo “da razzolo” (li trovi al numero 38 &#8211; nella tabella dei terminali AMATO.IT</a>) perché servono a razzolare sul fondo. Girovagando a scarroccio (meglio se non a casaccio) trascinerai con te questo terminale a <strong>due braccioli in fluorocarbon</strong>. Sarà una lenza rinforzata adatta alle grandi orate, ma capace di prendere pagelli, saraghi, gallinelle, pagri e quant’altro il mare abbia da offrire. Particolarità del bracciolo basso è quella di avere due ami in serie. Questo rende l’amo inferiore perfetto per l’innesco del gambero con guscio (buccia, carapace, chiamiamolo come vuoi). Quindi metterai ami gambero intero sotto e pezzettone di polpa di gambero sull’amo sopra.</p>
<p><strong>Se non hai tempo di costruire i terminali</strong>, o semplicemente vuoi avere esempi da riprodurre da solo, <strong>li puoi comprare qui su AMATO.IT</strong>. (non è un gran business per l’azienda ma è una cosa che ci contraddistingue in un panorama commerciale in cui imperversano montature cinesi fatte da chissà chi… che neppure sa come è fatta un’orata).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Qual è la migliore canna da pesca a bolentino per lo scarroccio?</h3>
<p>Al link che segue puoi trovare la mia selezione delle <a href="https://www.pesc.it/categoria-prodotto/canne-da-pesca/canne-da-bolentino/">migliori canne da pesca a bolentino in vendita su PESC.IT</a>. Vanno tutte bene le canne tra 3 e 5 metri (io non te le suggerirei più corte). Spero che le info date fino a qui possano esserti utili.</p>
<p>Se farai belle catture con il mio fluorocarbon F1 AMATO, con i miei ami (ottimi gli <a href="https://www.amato.it/prodotto/amo-a/">AMATO Serie A “alfa”</a> e <a href="https://www.amato.it/prodotto/amo-b/">AMATO Serie B “bravo</a>” per questa pesca) mandami le foto e le condividerò su sito e social.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/la-pesca-a-scarroccio-a-bolentino/">La pesca a scarroccio a bolentino</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia</title>
		<link>https://www.amato.it/uso-dei-travi-monoamo-nella-pesca-dalla-spiaggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 04:40:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo approfondiamo l&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia. Nel surfcasting in particolare l&#8217;uso di un solo amo può essere utile per lanciare un po&#8217; più distante anche se la tecnica di lancio è la prima cosa da curare. L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia La ricerca della preda, in&#8230;&#160;<a href="https://www.amato.it/uso-dei-travi-monoamo-nella-pesca-dalla-spiaggia/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/uso-dei-travi-monoamo-nella-pesca-dalla-spiaggia/">L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo approfondiamo l&#8217;uso dei <strong>travi monoamo</strong> nella pesca dalla spiaggia. Nel surfcasting in particolare l&#8217;uso di un solo amo può essere utile per lanciare un po&#8217; più distante anche se la tecnica di lancio è la prima cosa da curare.</p>
<h2>L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia</h2>
<p>La ricerca della preda, in condizioni di mare mosso ma pure nella situazione in cui l&#8217;acqua è quasi ferma, non può fare a meno di terminali che a quelle prede siano adeguati. Sempre più si sente parlare in spiaggia di decine e decine di travi sottili da essere quasi invisibili e dotati di tre braccioli per lunghezze al limite dell&#8217;umanamente gestibile. Capiamoci, tutto è lecito ma non bisogna mai correre il rischio di dimenticare i fondamentali del surf casting, quello mirato alle prede di una certa pezzatura.</p>
<p>Per questo vogliamo dedicare un articolo ai <strong>travi monoamo</strong>: quelli con <strong>un solo bracciolo</strong> che mirano alla cattura di una miriade di specie diverse in funzione di come sono armati.</p>
<p>Tralasciamo volutamente le montature con piombo scorrevole che sono utilizzate piuttosto nel beach legering e concentriamoci su quelle che hanno un piombo terminale, ovvero di tipo fisso. Sono queste che ci permettono di realizzare lenze con caratteristiche comuni ma sempre di un buon livello tecnico.</p>
<h3>Travi monoamo da surfcasting: Come costruirli?</h3>
<p>La pesca dalla spiaggia fatta con terminali a un solo amo (e quindi a un solo bracciolo) comporta alcuni vantaggi, vuoi la migliore resistenza all&#8217;acqua turbolenta, vuoi il minore attrito aerodinamico in volo. Questi assi nella manica torneranno più utili a seconda della condizione pratica.</p>
<p>Elemento comune dei travi monoamo è il fatto di necessitare di un solo snodo, visto che la congiunzione per il bracciolo sarà una.</p>
<p>A seconda della distanza che cogliamo ci sia tra la zavorra e lo snodo il trave potrà essere di media lunghezza (mai elevata come quelle dei tri-amo) oppure corta, come capita con i minitrave. Questi ultimi sono i più diffusi, anche per via della comodità estrema nella conservazione e nell&#8217;uso.</p>
<h3><strong>Travi monoamo: Girella </strong><strong>+ fast-connector</strong></h3>
<p>Il modo migliore di realizzare un mini-trave è quello di prevedere alle sue estremità rispettivamente un elemento che scarichi le torsioni, la girella capocorda, e un gancio rapido che permetta la più efficace sostituzione della zavorra, il fast-c (abbreviazione di fast-connector). Utilizzando elementi delle dimensioni adeguate potremo avere garanzia di tenuta al lancio ed evitare un appesantimento eccessivo del minitrave, o del trave nel caso che lo spezzone di nylon superi i 50 centimetri. La girella capocorda può essere un modello a barilotto del numero 8 oppure 6, mentre il fast-c. potrà essere di quelli acquistati in commercio o fatti a casa con filo d&#8217;acciaio che però dia tutte le garanzie del caso. Il nylon sarà dello 0,40-0,60 millimetri.</p>
<h3><strong>Minitrave e long arm: calamenti monoamo</strong></h3>
<p>Come abbiamo anticipato devono essere sempre le condizioni del mare, oltre che le proprie esperienze, a guidare le mosse di un surfcastman. In questo senso i travi monoamo possono assumere diverse configurazioni. Restando per un attimo collegati all&#8217;argomento minitravi va detto che l&#8217;abbinamento di bracciolo più usato è quello di un bracciolo di appena 40-50 centimetri, sul quale è montato un flotter per alzare l’esca. Questo sistema è molto utile nei casi in cui ci sia una forte presenza di granchi che, altrimenti, comprometterebbero l’integrità dell’esca.</p>
<p>Con il bracciolo da 40 o 50 centimetri flotterato sono frequenti le mormore e i saraghi, mentre tutte le altre prede sono possibili ma un po&#8217; più casuali. Per questa configurazione sono classici ami di numerazione compresa tra il 10 e il 6.</p>
<p>Allungando il bracciolo del <strong>minitrave</strong> otterremo un <strong>long arm</strong> con ottima mobilità con il mare mosso ma il rischio di groviglio si accrescerà di pari passo con i centimetri della lunghezza del bracciolo. Per ridurre questo rischio e consentire un miglior funzionamento del calamento dovremo ricercare un buon abbinamento di lunghezza e diametro aumentando la sezione del monofilo del bracciolo.</p>
<p>È in queste condizioni che un generoso boccone di sarda ripaga con il grongo o con la spigola, ma pure la seppia e il cannolicchio diventano esche ottime. Non abbiamo paura di usare ami di numerazione generosa, sconfinando anche nei “barra zero”. Nella turbolenza estrema comunque il bracciolo lungo abbinato al minitrave è sconsigliato. In questa condizione capita di recuperare e ritrovare il bracciolo avvolto intorno al trave, abitualmente tra il gancio superiore e la girella, pur senza eccessivo garbuglio. Diversamente, a mare calmo, la scelta del mini-trave abbinato a un sottile bracciolo da un metro e dieci o un metro e ottanta può essere buona per la pesca d&#8217;attesa sui fondali sabbiosi uniformi, in cerca dell&#8217;orata, dell&#8217;ombrina ma anche solo della mormora.</p>
<h3>Short rovesciato: Trave da surfcasting monoamo</h3>
<p>Una tipologia di calamento con piombo terminale fisso che si differenzia dai mini-travi è lo <strong>short rovesciato</strong>, un terminale che ha trave ben più lungo di quello dei minitravi e che ha il vantaggio di staccare dal fondo in modo migliore lo snodo e il bracciolo. Lo short rovesciato è un terminale storico del surf casting perché adatto alla pesca nella turbolenza in combinazione con un piombo da alta tenuta, come una piramide o un cono.</p>
<p>La preda che abbocca con maggiore frequenza allo short rovesciato è probabilmente il sarago maggiore ma è di sicuro la spigola la più ambita e grossa che può essere catturata con questo terminale. Il bracciolo in genere misura fra 30 e 60 centimetri e viene realizzato con nylon (o <a href="https://www.amato.it/prodotto/fluorocarbon-f1-amato/">fluorocarbon</a>) di diametro compreso fra lo 0,45 e lo 0,28 millimetri che, per questo specifico scopo, può anche essere considerato esile.</p>
<p>L&#8217;amo tipico dello short arm è un tempo era l&#8217;Aberdeen, un amo a gambo lungo e curva tonda piuttosto leggero, ma adesso è sempre più spesso soppiantato dai <a href="https://www.amato.it/prodotto/amo-a/">migliori ami a occhiello</a> tipo wormer nelle misure che vanno dal 6 (per piccole strisce di calamaro o verme americano) all&#8217;1/0 per il filetto di cefalo rovesciato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/uso-dei-travi-monoamo-nella-pesca-dalla-spiaggia/">L&#8217;uso dei travi monoamo nella pesca dalla spiaggia</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
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		<item>
		<title>Matteo Rocco: i mini-travi da surfcasting, le vette senza anelli scorrevoli sulle canne da pesca, il roccobomb e…</title>
		<link>https://www.amato.it/matteo-rocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 00:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amato.it/?p=2819</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto Matteo Rocco: i mini-travi da surfcasting, le vette senza anelli scorrevoli sulle canne da pesca, il roccobomb e… &#124; AMATO.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/matteo-rocco/">Matteo Rocco: i mini-travi da surfcasting, le vette senza anelli scorrevoli sulle canne da pesca, il roccobomb e…</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>RoccoTop e Rocco Bomb erano due nomi che sentivo spesso quando io (Matthieu Amato) ero ragazzo e sulle riviste di pesca leggevo incuriosito gli articoli sulle tecniche di pesca. Due nomi particolari che mi avevano però lasciato sempre la curiosità di sapere chi fosse poi quel signor Rocco che, tanti anni dopo, avrei conosciuto per via degli articoli che redigevo, e di cui posso dire sarei diventato amico per vie di certe affinità che comprendono anche la pesca.</p>
<h2>Matteo Rocco: non solo i mini-travi da surfcasting</h2>
<p>Bene, se leggi questo articolo devi sapere che <strong>Matteo Rocco</strong>, oltre ai piombi ha “studiato” tante altre cose che poi sono diventate d’uso comune: i <strong>mini-travi</strong> da surfcasting e <strong>le vette senza anelli scorrevoli sulle <a href="https://pesc.it">canne da pesca</a> telescopiche</strong> con la vetta senza anelli scorrevoli (cosa molto importante nelle pesche in cui si fanno lanci sostenute). E poi Matteo (perché Rocco è il cognome) ha scritto tante pagine di storia nel mondo dei piombi da pesca.</p>
<h3>Un pescatore che supera grandi difficoltà, appassionato di surf casting e tecniche di lancio</h3>
<div id="attachment_2820" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2820" class="size-thumbnail wp-image-2820" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/mini-trave-surfcasting-amato-150x150.jpg" alt="mini-trave-surfcasting-amato" width="150" height="150" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/mini-trave-surfcasting-amato-150x150.jpg 150w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/mini-trave-surfcasting-amato-300x300.jpg 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/mini-trave-surfcasting-amato-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-2820" class="wp-caption-text">Il mini-trave da surfcasting.</p></div>
<p>Se sei un pescatore in mare credo potrebbe essere <strong>interessante leggere</strong> le prossime righe di questo blog post. E non fare l’errore di pensare che quello che ha fatto è normale perché magari è normale oggi ma sono passati trenta o più anni. Chi innova ha sempre merito e lui lo ha fatto.</p>
<p>Siccome la sua storia è lunga (lui dice che è vecchietto), <strong>gli do idealmente le “chiavi di casa” di Amato.it</strong> e lascio scrivere a lui la sua storia, di cui so già che io apprezzerò soprattutto le fatiche superate dopo la cacciata da Rovigno… perché la vita non è mica facile.</p>
<p><em>Matthieu Amato</em></p>
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<p>“Da qui inizio a scrivere io,</p>
<h2>Matteo Rocco:</h2>
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<p>Un po’ della mia storia</p>
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<h3><em>Mi chiamo <strong>Matteo Rocco</strong> e penso che la passione per la pesca si può acquisire a qualsiasi età. </em></h3>
<p><em>La mia iniziò quando avevo appena tre anni, così mi raccontò mia madre. </em></p>
<p><em>Mi diceva, appunto, che da piccolo saltavo sulle barche ancorate al molo del porto per prendere granchi sotto la banchina e poi, grazie a mio nonno, andavo con lui  in barca a pescare &#8220;riboni&#8221; (pagelli) e &#8220;gransevole&#8221; (granseole).  </em></p>
<p><em>Ero nato nel 1943 a Rovigno d’Istria, un magnifico paese sulla costa adriatica, ora Croazia. </em></p>
<p><em>La mia terra fu concessa per danni di Guerra alla Ex Jugoslavia ed ora è vissuta da nuove generazioni di croati e non più da italiani. </em></p>
<p><em>Mia madre, come molti paesani e istriani, fu costretta a lasciare il paese con tutti i beni per rientrare nella Madre Patria, l’Italia; ecco una storia che molti profughi hanno sofferto e ancora oggi piangono, e rimpiangono.</em></p>
<p><em>Nei primi mesi di vita, in piena guerra, con il Paese invaso dai tedeschi, le probabilità di sopravvivere erano molto scarse, poiché non si trovava nulla da mangiare se non le razioni giornaliere di un piccolo pane nero che si doveva dividere per il resto della famiglia. I morsi della fame erano all’ordine del giorno e l’allattamento era molto precario. Quando si riusciva a trovare il latte a borsa nera era una grande fortuna. Povera mamma, vendette tutto il suo corredo per far sopravvivere me e mio fratello!</em></p>
<p><em>Mio nonno pescatore, per procurare qualche pesce, rischiò la vita più di una volta per andare a catturare qualche pesce affiorato dopo i bombardamenti. Spesso andava di notte, con il coprifuoco, e si nascondeva tra gli scogli per lanciare qualche bomba in acqua. Raccoglieva frettolosamente quei pochi pesci a galla e tornava a casa prima dell’alba. Qualcosa era per la famiglia, altra andava barattata con farina, olio e altro. In mancanza del latte, quel pesce veniva bollito e  passato con un lembo di lenzuolo. Un alimento sostitutivo poiché mamma latte non ne aveva. Le prime volte piangevo a dirotto e lo rifiutavo ma poi per la fame mi attaccai, così mi fu raccontato.</em></p>
<p><em>Una volta cessata la Guerra, l’Istria fu ceduta alla Jugoslavia con tutte le conseguenze etniche del momento. Mia madre (dico mia madre poiché mio padre era imbarcato su una nave mercantile e mancava da qualche anno) preferì trasferirsi in Italia, con il dolore nel petto, lasciando i suoi genitori, sorella e fratello per una destinazione ignota che poi fu il campo profughi di Latina. Era il 1948. Ricordo ancora quelle camerate con divisori  fatti di coperte stese e i bagni comuni, dove si conviveva con topi, scarafaggi, pidocchi e zecche. Tra povertà e sporcizia vissi in’infanzia piena di pericoli, specialmente quando le scorribande con altri ragazzini ci portavano a pescare rane nel canale Mussolini. Era il dopoguerra! Pericolo di bombe inesplose, mine e altro ancora ma, per fortuna, me la cavai abbastanza bene se non con un piede trafitto da un ferro arrugginito, comunque molto meglio rispetto a qualche povero ragazzino sventurato che saltò in aria. Nel 1950 ci trasferimmo a Roma ospiti di una famiglia al Villaggio Giuliano, e quello per mia madre fu un grande sollievo, poiché non doveva più alzarsi alle quattro del mattino per andare alla fabbrica tabacchi di Roma. A Trastevere ci arrivava al massimo in un’ora e a casa ritornava alle diciassette e non più oltre le venti. Per me e mio fratello fu un incantesimo vederla a casa. Mio padre mai visto poiché imbarcato nella Marina Mercantile e reo di una separazione forzata, l’ho conosciuto dopo 44 anni, più come un conoscente improvvisato che come padre. Mio padre “Bruno” fu colui che mi ha cresciuto, educato e preparato per la vita. Bruno è stato il secondo marito di mia madre, un uomo esemplare, grande lavoratore e premuroso capo famiglia. </em></p>
<p><em>Finalmente il Governo De Gasperi, come promesso, ci consegnò una casa popolare nel quartiere di Tor Marancia dove, per la prima volta, vidi il rubinetto di casa con l’acqua corrente e la vasca con il bidet, ci passai giorni ad aprire l’acqua così fresca e buona. In quella casa ci trascorsi trentuno anni. In quel periodo, ogni fine settimana e durante le ferie si andava a Latina, per il fatto che mio padre era di Sermoneta. Con lui andavo a caccia, ci recavamo a pescare sul pontile della centrale nucleare di Foce Verde, pure a cercare funghi, cicoria e lumache. Spesso si andava a pescare dalla spiaggia con canne e mulinelli rudimentali. Il passo verso quell’universo fu breve: la passione per la pesca si fece sempre più forte tanto è vero che ad ogni difficoltà rispondevo con modifiche e innovazioni per quella mia passione infinita. </em></p>
<p><em>Latina fu sempre un punto di riferimento del fine settimana. Per me era un “punto saldo” per la pesca, e posso dire che risultò un Paradiso per la mia vita, dopo quella Rovigno che avevo lasciato troppo piccolino. Ricordo le avventure, negli anni 60 e 70. In compagnia di amici si andava in bicicletta fino a Torre Astura con le canne di bambù della Ravizza, Mitchell e Browning, armate di rudimentali mulinelli i cui archetti si arrugginivano e costantemente andavano ingrassati. Quell’attrezzatura che consentiva lanci idonei a catturare spigole, orate e saraghi. Il pescato di solito andava nella brace preparata sul posto, e si consumava con del pane e del buon vino. Fu a Foce Verde che ideai il Roccobomb per esigenze di gittata e recupero con scarso incaglio. Il collaudo lo feci nel punto in cui confluivano le acque di raffreddamento della centrale nucleare e il canale Mascarello. In quel preciso punto risiedevano molte spigole protette dalle tane dei massi ed era impossibile tirarle fuori dall’acqua.</em></p>
<p><em>All’età di diciotto anni fui assunto dalla Siemens che mi mandò subito in trasferta a Bari, dove il mare era a portata di mano e la pesca non mi mancava di certo. Poi fu la volta di Ancona, poi Pescara, e ancora Taranto e Cagliari. Tutte città di mare dove di sera, o durante i fine settimana, mi potevo divertire a pescare. Fu la volta del servizio di leva militare: passai due anni nella Marina Militare imbarcato sulla corvetta Minerva ad Ancona. Finito il periodo militare rientrai al mio lavoro e fui trasferito in Sardegna, precisamente Cagliari, Sassari e Oristano, dove scoccò la scintilla per mettere su famiglia. Mi innamorai dell’attuale moglie Maria Luisa che mi regalò due magnifiche femmine e un maschio esemplare. Quello fu un periodo d’oro per la pesca perché in quegli anni il pesce abbondava in tutte le spiagge. Passai giorni e notti al Poetto, Nora, Capitana e altri posti da sogno. Poi, terminato il periodo contrattuale tra la mia società e i grossi enti, a cui avevo montato alcune centrali telefoniche e telegrafiche, ritornai a Roma, era il 1969. Arrivò  la svolta decisiva  della mia vita: fui assunto dalla BNL come tecnico di centrali telefoniche e finalmente mi stabilii a casa senza il pensiero di andare in giro per l’Italia. </em></p>
<p><em>Nel frattempo ebbi il pallino di farmi delle canne ad hoc, comprai quelle in fibra della “LERCH” da cinque metri che vendeva l’unico negozio di Roma “Emporio della Pesca” del povero amico Mario Ara. Nello stesso anno andai a pescare sulla spiaggia della Giannella, vicino ad Albinia, dove sfocia il fiume Albegna. Era una giornata uggiosa e si pescavano mormore. Ad un certo punto arrivò un ragazzo, accompagnato dalla sua ragazza. Si misero sulla mia destra. Lui preparò una canna e si mise a lanciare ma senza pescare. </em></p>
<p><em>Io, incuriosito, dissi tra me: ma che fa lancia solo il piombo senza pescare? Mah! Ora ci provo anch’io! Tirai fuori uno dei prototipi primitivi del Roccobomb e cominciai a lanciare forte. Rimasi di stucco nel vedere quanto era andato lontano quel piombo!</em></p>
<p><em>Lanciai nuovamente e una volta sicuro della eccessiva distanza andai da quel ragazzo a farglielo provare. Quando lo vide esclamò: “Madonnina quanto l’è bello!!”. Perché lui era un “toscano doc”. </em></p>
<p><em>Mi disse: “Lo posso provare lanciando lungo la spiaggia? Certamente ribadii io! Lanciò e andò a recuperare insieme alla ragazza”. Quando tornò mi disse: “madonnina della madonnina” quanto le bello! Ho fatto 155 passi!!! Ripresi il mio piombo, lo migliorai e lo mandai a provare ad Alberto Belfiori! Lo provò insieme ai ragazzi del dell’Hippocampus Club di Cagliari per circa un mese, dopodiché mi telefonò dicendomi che era una Bomba!!! Fu lui a dare il nome “ROCCOBOMB”. A quel punto lo brevettai e andai a proporlo, prima alla fonderia Vedette che lo rifiutò, poi alla Fonderia Roma che lo accettò ma apparentemente con molta riluttanza. </em></p>
<p><em>Nel frattempo mi iscrissi a una delle prime società di pesca “Obiettivo Surfcasting” e iniziai le prime competizioni di pesca.  Mi presentai al Primo Campionato Italiano di Surfcasting a Marina di Bibbona regalando il Roccobomb a tutti i concorrenti con tanto stupore poiché al momento si utilizzavano solo piombi a sfera, piatti e coni. In seguito ci furono le prime pubblicazioni, che ancora oggi conservo, ed anche le esposizioni alla fiera di Firenze alla Fortezza da Basso. Devo dire che anche la fonderia ha fatto un buon lavoro pubblicitario. Nel 1970 Seguirono altri modelli, come: Roccotop, Sporteen, Evolution, Rocco Rush e tanti altri. Seguirono altri modelli filanti ad ogiva che portai nelle competizioni nazionali di Long Casting, modelli da provare anche in altre nazioni Europee.</em></p>
<h4>Matteo Rocco narra la storia dei piombi da pesca Roccobomb</h4>
<p>(sul canale SurfCasting TV ideato da <a href="https://Amato.it">Amato</a>).</p>
<div class="nv-iframe-embed"><iframe title="SURFCASTING: La storia del ROCCOBOMB" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/KbtRMY8Mi9M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><em>Entrai nell’agonismo nel 1989 intraprendendo la via del  “Surf e Long Casting”, in altre parole nelle competizioni di pesca e di lancio tecnico. I continui allenamenti e gli impegni federali mi portarono a essere presente in tanti circuiti, specialmente nei tornei più importanti. Allora non c’erano istruttori federali e neppure chi ti poteva insegnare a dovere il lancio pendolare. Per guadagnarmi un posto nella Nazionale di lancio, dovetti allenarmi assiduamente per mantenere il mio “record” nei primi posti delle classifiche nazionali. L’impegno e la fatica mi premiarono, tanto da essere stato convocato nel “Team Azzurro” per  partecipare in Inghilterra, all’International Event, (European Championship 1992). Esordire a fianco di mitici campioni inglesi del calibro di Paul Kerry, Neil Mackellows, Gary Setchell, Ken Holdam, Roger Mortimer e altri, fu una grandissima soddisfazione. Nel frattempo ideai una serie di piombi che fecero la storia del surf casting. Seguì la progettazione di alcune canne senza precedenti: la prima canna telescopica  senza anelli scorrevoli (una vera rivoluzione). Seguirono le canne a due e tre elementi (due telescopici e cima ad innesto). Negli ultimi anni mi dedicai alla divulgazione delle tecniche di lancio con diversi insegnamenti in Italia ed Europa.</em></p>
<p><em>Seguirono altre idee per il surfcasting come: i travetti d’acciaio, micro attacchi e piccoli accessori. Poi fu la volta di sviluppare altri progetti per una fonderia della Sicilia e, nel contesto, feci un modello brevettato che non è altro una versione più moderna del Roccobomb, ovvero: lo Space Sinker.</em></p>
<p><em>Nel 1990 proseguì il mio percorso sui campi di lancio, tralasciando spesso le gare di pesca. Fu una scelta obbligatoria per non incorrere al rischio di quelli che io chiamo i “vizi occulti”. Tutti i circuiti di lancio mi vedevano presente tanto è vero che fui ripescato all’ultimo momento per disputare l’Event in Inghilterra con i più famosi lanciatori del mondo come: Paul Kerry, Neil Mackellows, Gary Setchell, Ken Holdam, Terry Carol ed altri. Fu una grande soddisfazione, anche se la mia prestazione non fu al massimo delle mie possibilità.</em></p>
<p><em>Intanto, ebbi la proposta di scrivere sulle riviste specializzate: Pesca in Mare, Surfcasting Magazine e SurfCasting. Narrando principalmente articoli sula tecnica di pesca e sulla costruzione di terminali e accessori, oltre a qualche reportage sulle competizioni. La passione fu tanta per sopperire a tutti gli impegni che ho sempre mantenuto, con grandi soddisfazione, tralasciando e devolvendo a mia moglie gli impegni familiari. </em></p>
<p><em>Nel 1992 ebbi l’occasione di andare a Capo Verde (Isola del Sal) insieme ad alcuni amici, tra cui, Claudio Murtas (mio fratello acquisito). Ebbene in quell’anno catturai uno squalo di 65 chilogrammi… ma non per solo merito mio! Devo ringraziare Claudio Murtas e coloro che mi hanno aiutato. Fu un’esperienza unica, direi di invidiabile adrenalina!</em></p>
<div id="attachment_2824" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2824" class="wp-image-2824 size-medium" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/matteo-roccotop-surfcasting-300x200.jpg" alt="matteo-rocco-surfcasting" width="300" height="200" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/matteo-roccotop-surfcasting-300x200.jpg 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/matteo-roccotop-surfcasting-64x43.jpg 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/11/matteo-roccotop-surfcasting.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2824" class="wp-caption-text">Il cognome rocco &#8220;scritto&#8221; muovendo una lampada frontale a led.</p></div>
<p><em>Poi fu la volta di collaborare con la una ditta italiana, dove sviluppai dei progetti innovativi di canne da surfcasting tra cui il primo progetto telescopico senza anelli scorrevoli.  L’ultima mia invenzione, se così possiamo definirla, è il travetto “Long Distance Casting”, che consente di lanciare esche a distanze superiori, anche con finali di tre metri e più, specialmente se si utilizza il bait clip. Si tratta di un travetto in acciaio che in assetto di lancio rimane solidale allo schock leader e una volta in acqua il braccetto si apre rimanendo a bandiera. Così ideato, per evitare al massimo i garbugli nella turbolenza  ma anche per una migliore aerodinamicità. Altri modelli li custodisco per me e gli amici più stretti.</em></p>
<p><em>Iniziai nel 1994 ad insegnare il lancio tecnico a vari componenti di società sportive, con molta soddisfazione, sia in Italia sia all’estero; tutt’ora continuo a farlo per passione, essendo l’unico istruttore di lancio tecnico riconosciuto dal CSEN-CONI. Oggi devo dire di essere orgoglioso nel vedere alcuni dei miei allievi nei primi posti delle classifiche nazionali e mondiali, e spero di prepararne altri altrettanto bravi.</em></p>
<p><em>La storia sarebbe ancora più lunga da raccontare ma mi fermo qui, nell’attesa che qualche altra idea mi frulli nella testa prima del mio tramonto.”</em></p>
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		<title>Pesca a Vertical Jigging (ma anche inchiku e slow pitch): 10 errori da evitare nelle tecniche di pesca verticali</title>
		<link>https://www.amato.it/pesca-a-vertical-jigging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 21:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amato.it/?p=2810</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tutto quello che c’è da sapere sulle tecniche di pesca a vertical jigging (ma anche inchiku e slow pitch). 10 errori più comuni per chi comincia a pescare in mare dalla barca.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo ti voglio dire <strong>quello che c’è da sapere</strong> sulle tecniche di <strong>pesca</strong> verticali dalla barca, e in particolare sul <strong>vertical jigging</strong> (ma anche <strong>inchiku</strong> e <strong>slow pitch</strong>). Incentreremo questa lettura sugli <strong>errori più comuni</strong> che possono capitare a chi comincia. Per fare cifra tonda te ne descriverò 10. Dieci sbagli che il pescatore medio può fare quando si avvicina alla pesca barca con il vertical jigging e tecniche similari, per vari aspetti come lo sono l’inchiku, lo slow pitch, la pesca col live kab; insomma, sono convinto che per qualcuno saranno nomi ben conosciuti. Per altri un po’ meno.</p>
<p>Prima di iniziare, ti devo dire che la mia azienda Pesca Fishing Shop, con il Marchio Amato e con il <strong><a href="https://pesc.it/">migliore negozio di pesca online Pesc.it</a></strong> , ti può far avere tutto quello che serve: dalle canne al <a href="https://www.amato.it/prodotto/fluorocarbon-f1-amato/">fluorocarbon</a>.</p>
<p>Venendo alle tecniche di pesca, diciamo che stiamo per concentrarci su modi di pescare che ci porteranno alla <strong>cattura di</strong> <strong>pesci predatori marini</strong> (anche pesci molto grossi). Pescheremo quasi sempre a barca con il motore acceso ma marcia non inserita, per cercare di allamare alla nostra canna (se ne usa una alla volta): cernie, dentici, ricciole, pagri, e altri bei pesci.</p>
<h2>Pesca a Vertical Jigging: 10 errori da evitare nelle tecniche di pesca verticali</h2>
<p>Quando ci si avvicina alla pesca, o anche solo a quella che per noi è una nuova <strong>tecnica di pesca</strong>, è inevitabile incappare in qualche errore pratico. Questi sbagli sono quelli che ci permetteranno di migliorare, un’uscita dopo l’altra, mettendo a punto la nostra attrezzatura a comprendendo quali sono i gesti giusti che permettono di tirare a bordo qualche grossa preda. Per questo ho deciso di riassumere in questo articolo alcuni degli errori pratici più comuni di chi si avvicina alla pesca a vertical jigging (ma anche inchiku e slow pitch), con l’obiettivo di evitare perdite di tempo a qualche volenteroso neofita e aiutare altri a prendere qualche grosso pesce in più.</p>
<p>Proprio perché vorrei dare consigli utili anche a chi di pesca sa poco o nulla, chiediamo a chi è un po’ più esperto di pazientare (una volta tanto) se si troverà a leggere cose a lui già note e quindi scontate. Andiamo quindi alla scoperta dei 10 classici errori da evitare nel vertical jigging. L’occasione sarà buona per riflettere sul perché una montatura o un’azione di pesca di un certo tipo siano sbagliate, cercando di trovare insieme le soluzioni vincenti da applicare caso per caso.</p>
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<h3>Pescare dalla barca a scarroccio: da che lato si cala la lenza con l’esca? L’errore 1.</h3>
<p>Ecco una cosa che può sembrare ovvia ma che tanti non prendono in considerazione. Nella pesca a vertical jigging, l’azione si svolge a barca ferma, o quasi. A determinare lo spostamento trasversale del natante ci penseranno la corrente e, soprattutto, il vento. In relazione alla direzione di scarroccio, è importante calare l’artificiale in modo che la lenza tenda ad allontanarsi dallo scafo piuttosto che ad avvicinarsi. Il lato giusto della barca, quindi, è quello “sopravento”. Diciamo questo perché l’abboccata che avviene durante un recupero effettuato dal lato sbagliato della barca può metterci seriamente in crisi, costringendoci a tenere la canna bassa, rischiando che la lenza sfreghi contro la chiglia o si infili nell’elica.</p>
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<h3>Jig e altre esche artificiali: quale collegamento usare con la lenza? L’errore 2.</h3>
<p>Un <strong>errore comune</strong> è quello di legare direttamente l’artificiale alla lenza. Tanto più il jig è grande e pesante, tanto più può portare il tracciato ad accumulare torsioni e rovinarsi. La tecnica verticale impone numerose sollecitazioni alla lenza in bobina, tanto che in un dato periodo di tempo la “stressa” molto di più di quanto sarebbero in grado di fare il bolentino o la traina affondata. Per questo consiglio di montare le esche tramite una girella proporzionata con tutto il complesso pescante. Se per la tecnica light possono andare bene girelle rolling del numero 6 (quindi piccole), per il vertical classico è meglio optare per girelle molto grandi, anche di misura “barra zero”; che siano realizzate su cuscinetto a sfere oppure no, è secondario ma è importante che abbiano anellini di affidabilità totale. In alternativa, se montiamo il solid ring, consiglio di rifare abbastanza spesso il nodo di congiunzione e di sostituire il <a href="https://www.amato.it/prodotto/spinning-leader/">leader</a> ad ogni pescata.</p>
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<h3>Questione mulinello da pesca a vertical jigging? No ai fissi sulle canne da rotante. L’errore 3.</h3>
<p>La scelta dell’attrezzatura è fondamentale se vogliamo prendere pesci di taglia come le ricciole, ma anche per pescare riducendo quanto più possibile lo sforzo che dovremo compiere per animare l’artificiale. Un problema classico che è legato alla scelta dell’attrezzatura riguarda l’accoppiamento canna-mulinello. Visto che molti non conoscono la differenza tra le canne da fisso e quelle da rotante, può capitare che un neofita si ritrovi a montare un mulinello fisso su una canna anellata per ospitare il rotante con evidenti svantaggi a pesca. La differenza principale fra canne da fisse da rotante sta nell’anellatura. Le prime hanno i passanti più grandi e distanziati, viceversa le seconde. In particolare, canne da rotante hanno il primo anello (quello verso l’impugnatura) piccolo e ravvicinato al portamulinello: la sua funzione di guidare la lenza esce dal rotante, nel caso di un abbinamento sbagliato, mortifica a rotazione del fisso e genera un forte attrito.</p>
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<h3>Gli assist che si incastrano nel jig. L’errore 4.</h3>
<p>Uno degli inconvenienti pratici che si riscontrano più spesso nell’approccio al vertical è trovare uno o entrambi gli ami incastrati nel jig. Spesso, per paura di esagerare, si è portati a montare assist con ami troppo piccoli che, durante il su e giù dell’azione di pesca, finiscono con l’incastrarsi sul corpo del jig. Meglio sostituirli subito con assist dotati di amo più grande, poiché se avvenisse un attacco con l’amo (o gli ami) incastrati, le nostre probabilità di cattura sarebbero prossime allo zero.</p>
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<h3>Non fare i collegamenti con solid ring e split ring? Questo è l’errore 5.</h3>
<p>La tecnica verticale richiede ben poca minuteria: niente terminali complessi, con snodi e lunghi braccioli, ma soltanto un artificiale metallico dotato di assist hook. Per questo è meglio non lesinare su quei quatto oggettini che servono davvero, ovvero anellini saldati (solid ring), spaccati (split ring), assist hook e girelle.</p>
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<h3>Salpare la preda allamata: bisogna farlo nel modo giusto, altrimenti si cade nell’errore 6</h3>
<p>In ogni momento in cui muoviamo l’esca artificiale in verticale, può arrivare l’abboccata. Se dopo la ferrata però ci accorgiamo che (purtroppo) il pesce non è un grosso predatore, allora dobbiamo recuperare piano la lenza. Molto piano e molto più piano di quanto ci verrebbe d’istinto fare.</p>
<p>Dico questo perché è importante per salvaguardare la vita del pesce.</p>
<p>Recuperando velocemente dal fondo un piccolo pesce gli si fa (quasi sempre) avere uno sbalzo di pressione letale. Recuperare molto piano un piccolo pesce ti permetterà di liberare vivo magari un piccolo dentice o una baby cernia… pesci che magari potrai incontrare fra qualche anno, chissà. Anche questa è una cosa da sapere se si vuole pescare sempre un po’ più responsabilmente.</p>
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<h3>Mai insistere in caso di garbugli! Altrimenti si cade nell’errore errore 7.</h3>
<p>C’è, o almeno ci dovrebbe essere, una regola a guidare tutte le nostre uscite a vertical: se vediamo che il jig non lavora bene, non insistiamo. Se le prime discese e risalite dell’artificiale portano alla luce difetti di funzionamento dell’assist, è meglio sostituire subito tutto. I diversi problemi possono dipendere dalla mancanza di un anellino spaccato aggiuntivo, dalla cattiva scelta del cordino usato per costruire un assist hook, o ancora dalla decisione di fare a meno del leader o del tubicino termorestringente. Insomma, le soluzioni sono tante quanti i possibili problemi, per cui il consiglio è: non perseverare nell’errore.</p>
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<h3>Spot di pesca adatti al VJ, allo slow pitch, all&#8217;inchiku. Mai navigare a casaccio. L’errore 8</h3>
<p>Abbiamo già avuto modo di dirlo diverse volte ma una di più non guasta: non bisogna chiedere i miracoli alle esche di metallo verniciate! Il VJ va praticato dove può farci allamare i grossi pesci che cerchiamo, per questo la scelta della zona di pesca deve essere studiata secondo la conformazione dei fondali e le informazioni sul rapporto fra specie di pesci e presenza stagionale che riusciamo ad avere dai pescatori più esperti. Nella ricerca pratica del punto di pesca, poi, ecoscandaglio e Gps sono insostituibili.</p>
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<h3>Pesca in verticale e attrezzi a portata di mano! L’errore 9.</h3>
<p>Quando ci si reca a pescare su uno spot promettente e si vogliono insidiare pesci di una certa stazza, niente va lasciato al caso. Anche l’organizzazione di attrezzi e accessori attorno a noi deve essere studiata prevedendo ciò che potrebbe capitare in mare: una volta che abbiamo incannato un grosso pesce, sarà a lui che dovremo rivolgere tutte le nostre “attenzioni”; insomma, non sarà facile aprire un gavone per cercare il raffio mentre lottiamo con il bestione! Allora mettiamoci la cintura da combattimento prima di iniziare, teniamo a portata di mano quello che potrebbe servire (pinze, coltello, raffio) e lasciamo sgombra il più possibile la barca dagli oggetti (per esempio secchi o cime) che potrebbero farci inciampare. Anche le cose più banali possono diventare un problema in un momento di concitazione.</p>
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<h3>Evitare le mattanze. L’errore più grande della Pesca a Vertical Jigging. L’errore 10.</h3>
<p>Chiudiamo la rassegna degli errori più frequenti con quello che, a parer nostro, sarebbe il più grave per un buon pescatore. La pesca a vertical jigging è una tecnica che può portare con facilità tanto al cappotto quanto alla pescata da sogno. Se vogliamo continuare a godere della pesca e dei pesci, però, è meglio non esagerare con le catture. Certo non è facile smettere di catturare quando le cose vanno alla grande ma, al di là di quelli che sono i 5 chili limite previsti dalla legge, pensiamo ad avere un po’ di responsabilità e di buon senso. Per il bene di tutti quanti.</p>
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		<title>Pesca a spinning dalla scogliera con Trani di &#8220;Fishing Passion&#8221;</title>
		<link>https://www.amato.it/pesca-a-spinning-dalla-scogliera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 05:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pesca a spinning dalla scogliera è una delle tecniche più praticate in assoluto, e il numero di chi la pratica in mare è molto alto. Pescare a spinning in scogliera naturale poi ci porta a lanciare le esche artificiali su acqua (di solito) più profonda; la conseguenza di tutto ciò è l&#8217;incontro con pesci&#8230;&#160;<a href="https://www.amato.it/pesca-a-spinning-dalla-scogliera/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Pesca a spinning dalla scogliera con Trani di &#8220;Fishing Passion&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>pesca a spinning dalla scogliera</strong> è una delle tecniche più praticate in assoluto, e il numero di chi la pratica in mare è molto alto. Pescare a spinning in scogliera naturale poi ci porta a lanciare le esche artificiali su acqua (di solito) più profonda; la conseguenza di tutto ciò è l&#8217;incontro con pesci che difficilmente si prenderebbero lanciando da una spiaggia o un piccolo porto.</p>
<h2>Spinning dalla scogliera: Due nuovi video di Giuseppe Trani di &#8220;Fishing Passion&#8221;</h2>
<p>Due nuovi video di pesca a spinning, e con le canne <a href="https://www.amato.it/prodotto/total-spinning/">Amato Total Spinning</a> (che ti linkiamo qui sotto) sono stati postati da Giuseppe Trani, conosciuto perché gestisce la pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/fishingpassionfeeder/" target="_blank" rel="noopener">Fishing Passion &amp; Feeder</a>.</p>
<p>Giuseppe ha catturato infatti alletterati e piccole ricciole, liberate vive.</p>
<p>Gli abbiamo chiesto di raccontarci di più su come lui affronta la pesca a spinning in scogliera, in questi ambienti ch lui conosce bene, ecco che cosa ci ha detto.</p>
<h3>Giuseppe ci parla della pesca a spinning in scogliera</h3>
<div dir="auto"><em><a href="https://www.amato.it/prodotto/total-spinning/"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2735" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani-300x300.jpg" alt="pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani" width="300" height="300" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani-300x300.jpg 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani-150x150.jpg 150w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani-100x100.jpg 100w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani-64x64.jpg 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-spinning-fishing-passion-feeder-giuseppe-trani.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>&#8220;Tutte le volte che torno nella mia terra è impossibile non trovare qualche ora di tempo da trascorrere nei luoghi che frequento oramai da più di mezzo secolo, dove ho tantissimi ricordi di bellissime e fruttuose giornate di pesca &#8230; purtroppo negli ultimi anni quello che poteva essere considerato il Paradiso della pesca difficilmente mi ha regalato giornate di pesca come quella odierna. </em></div>
<div dir="auto"><em>Tra i vari impegni familiari ho pochissimo tempo a disposizione, così decido di ritagliarmi qualche ora a spinning con il jig, in questo periodo predatori come alletterati lampughe e ricciole non mancano lungo le coste adriatiche del Salento. </em></div>
<div dir="auto"><em>Dopo tanto tempo la mia amata terra e il mio mare mi hanno regalato una giornata che ricorderò a lungo, pescando con jig da 20 a 30 grammi circa, jerkando dalla superficie fino a oltre dieci metri di profondità sono riuscito a catturare degli esemplari stupendi di ricciola, che sono stati tutti rilasciati, e poi alcuni esemplari di alletterati superiore al chilogrammo che hanno messo a dura prova tutta l&#8217;attrezzatura. La canna la vedete bene in video, è la Total Spinning di Amato, nel modello 2,10 50 gr, anche se sono sicuro che pure la 2,40 metri per 30 grammi di casting massimo sarebbe andata benissimo visto che avevo con me anche un guadino telescopico per portare il pesce in scogliera. </em></div>
<div dir="auto"><em>In questo modo, se si allamano pesci di peso importante non facciamo correre rischi né alla canna da pesca, né al pesce! Riguardo gli alletterati, come sapete sono abili nuotatori che fanno girare parecchio le frizioni dei nostri mulinelli da spinning. E le ricciolette, che dire&#8230; bellissime&#8221;</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<h3 dir="auto">Video: Come pescare a jig riccole e alletterati</h3>
<div dir="auto"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffishingpassionfeeder%2Fvideos%2F422153056139178%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<div dir="auto"></div>
<h3 dir="auto">Video: Riccioletta a jig</h3>
<div dir="auto"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffishingpassionfeeder%2Fvideos%2F570469087505527%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
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		<title>Pescare a fondo dalla scogliera con le esche naturali: il rockfishing</title>
		<link>https://www.amato.it/pescare-a-fondo-dalla-scogliera-con-le-esche-naturali-il-rockfishing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 04:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cose utili da sapere sulla pesca a rockfishing: la pesca a fondo in mare dalla scogliera. Dove, inneschi, montature, quali pesci prendere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-fondo-dalla-scogliera-con-le-esche-naturali-il-rockfishing/">Pescare a fondo dalla scogliera con le esche naturali: il rockfishing</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per tanti pescatori, andare a pescare in mare, in scogliera, significa <strong>pescare</strong> a <strong>rockfishing</strong>: la pesca dalla roccia. Per chi ama questa tecnica vuol dire anche qualcosa di più, e cioè andare a tentare di prendere il pescione su una bella scogliera.</p>
<p>In questo articolo, basandomi sulle mie esperienze ti darò qualche consiglio sulla <strong>pesca a fondo con esche naturali</strong> proprio per la ricerca di pesci di buona taglia come cernie, dentici, saraghi e scorfani di buona taglia, orate e… spesso anche le meno ambite murene.</p>
<p><strong>Rockfishing</strong> vuol dire anche sacrificio, magari andando a pescare in pieno inverno e con un freddo boia&#8230; ma… per cedere alla nostra passione ogni volta che se ne presenta l’occasione bisogna anche essere bravi a non sprecare il tempo libero (ed io che ora sto scrivendo, Matthieu Amato, personalmente sono maestro in questo). Di cose che ci impegnano giustamente ce ne saranno sempre, per carità, ma di sicuro tutti noi abbiamo anche rotture di scatole che ci fanno buttare ore a vuoto (cioè lontani dalla pesca…). Dunque, sapendo che il desiderio di uscire a pescare ci può prendere in qualsiasi momento, è saggio tenere sempre dell’esca nel congelatore… senza disdegnare un saltino in pescheria, se è possibile.</p>
<h2>Rockfishing: pesca a fondo, teleferica o pesca con il galleggiantone?</h2>
<p>La pesca dei pesci predatori da terra viene descritta spesso incentrandola sulla teleferica, vale a dire la pesca con il vivo montato su bracciolo scorrevole. Per quanto efficace, non è l’unica soluzione che regala belle soddisfazioni. Poi, se pensiamo al rockfishing con esca viva, dobbiamo anche ricordarci dei vari aspetti negativi connessi all’impiego del vivo che è bene prendere in considerazione. In primo luogo, la ricerca del pesce-esca presuppone un’attrezzatura specifica, costituita normalmente da una canna bolognese e da un lungo guadino, esche apposite e terminali fini. Inoltre, serve un sistema per la conservazione dei piccoli pesci che abbiamo catturato (normalmente, un secchio con coperchio e ossigenatore a batterie) che, inevitabilmente, si somma a tutto il resto durante lo spostamento sulle rocce, creando ulteriore impaccio. Come se non bastasse, consideriamo che non sempre basta lanciare una pallina di pastura per richiamare i pesci della taglia giusta. Spesso, sotto di noi si raggruppano fitte le castagnole o le piccole boghe che anticipano sul boccone il cefalo da un etto che stiamo aspettando con ansia.</p>
<h2>A pesca in scogliera con sarde, calamari e…</h2>
<p>Quindi, è facile capire come l’alternativa delle esche portate da casa o, meglio ancora, appena comprate in pescheria, possa attrarci… e l’attrazione sarà tanto più forte non appena avremo catturato il primo bel pesce con una tecnica alternativa al vivo, superando le perplessità iniziali. A seconda delle varianti tecniche che metteremo in pratica, della nostra costanza e, soprattutto, della nostra curiosità nell’esplorare poste nuove dipenderà il numero delle catture; queste potranno spaziare dalla murena, classica preda dei fondali rocciosi, ai più ambiti cernia e dentice, lasciando poi la porta aperta ad altri avversari di rango come pesci serra, e, un po&#8217; meno spesso, barracuda e lampughe (che restano pesci che privilegiano le esche vive).</p>
<h2>Pescare a rockfishing: dove, quando e come</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2717" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-300x225.webp" alt="pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato" width="300" height="225" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-300x225.webp 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-1024x768.webp 1024w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-768x576.webp 768w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-1536x1152.webp 1536w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-600x450.webp 600w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato-64x48.webp 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-rockfishing-amato.webp 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’avvio di un’analisi delle esche da rockfishing vede sotto i riflettori in primis la sardina, nonostante moscardini, seppie, sugarelli e altri piccoli pesci siano spesso impiegati con successo. Questo popolarissimo pesce azzurro ha tutti i numeri per piazzarsi al primo posto nella hit-parade dei predoni e, di conseguenza, di noi pescatori. Per rendersene conto, basta pensare che la sardina è utilizzata nel surf casting per tentare un po’ tutte le prede di mezz’acqua, ma anche la spigola e, ovviamente, il grongo. Poi, sa come rendere felici palamitari e appassionati di drifting per le sue qualità catturanti sia nei confronti dei pesci delle alte profondità sia dei tonni.</p>
<h3>Innesco della sarda: come si fa?</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2714" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-300x88.webp" alt="aghi-innesco-amato" width="300" height="88" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-300x88.webp 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-1024x302.webp 1024w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-768x226.webp 768w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-1536x452.webp 1536w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-600x177.webp 600w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato-64x19.webp 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/aghi-innesco-amato.webp 1966w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Quando si pesca a lancio con la sarda (io che sono genovese le chiamo “sardine”) è necessario irrigidire l’esca con diversi giri di filo elastico. Se non seguissimo il consiglio, l’innesco verrebbe spinto con forza contro la curva dell’amo, rompendosi. Il metodo classico (almeno per me) di innesco della sarda si effettua utilizzando un ago specifico. Si tratta di un insegnamento che mi viene da lunghi anni di pesca dalla barca, dove in genere la presentazione dell&#8217;esca è migliore e più facile, visto che non serve quasi mai lanciare.</p>
<h4>La giusta conservazione delle esche da pesca</h4>
<p>Per quanto ci concerne da vicino, cioè per la pesca ai predatori dagli scogli, meglio innescarla fresca, passando a comprarla in pescheria poco prima di recarci alla posta. Per conservarla al meglio, conviene presentarsi dal pescivendolo già dotati di un contenitore rigido, disporvi le sarde in modo che siano tutte parallele e farle ricoprire da una manciata di ghiaccio. Se le mettessimo alla rinfusa, molte prenderebbero pieghe innaturali e potrebbero rompersi al momento dell’innesco. Per una conservazione un po’ più lunga, magari quando si compra l’esca il sabato mattina con l’obiettivo di fare nottata, mettiamo la scatoletta all’interno di un contenitore termico in compagnia di qualche siberino (la classica “carica” fredda).</p>
<h3>Pescare in scogliera: scegliere dove mettersi</h3>
<p>Per avere buone opportunità conviene andare a cercare scogliere affacciate su profondità elevate. Non ce ne sono dappertutto in Italia, questo è un fatto, però studiando con attenzione le mappe altimetriche si possono trovare zone propizie in tante regioni come Toscana (soprattutto all’Argentario), Campania, ovviamente in Calabria, Sicilia, Sardegna, in Croazia che non è poi così lontana per chi vive nel Nord-Est, e poi, amici pescatori, sono sicuro che conoscete già i vostri posti preferiti, dove magari ci sono anche 30-40 metri di profondità a una ventina di metri da terra. Arrivati sul posto, inizieremo a cercare un punto buono, abbastanza sgombro da spuntoni e buche nella roccia, per evitare rischi al buio, sufficientemente basso sul mare, per non farci sudare troppo al momento di tirare su la preda, e il più profondo possibile.</p>
<h3>Entriamo in azione di pesca</h3>
<p>Una volta disposta l’attrezzatura in modo funzionale e montate le canne, conviene valutare la conformazione del fondale, per fare pescare al meglio i terminali. Se la discesa davanti a noi è regolare, non serviranno lanci lunghi, mentre se sappiamo che c’è uno scalino importante allunghiamo la gittata di almeno 20-30 metri oltre l’ostacolo per evitare che la preda incannata, puntando verso il basso, sfreghi la lenza madre sugli spigoli aguzzi delle rocce, tagliandola e lasciandoci con un palmo di naso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Pesca a rockfishing in scogliera: montature ed accorgimenti utili</h2>
<div id="attachment_2715" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2715" class="size-medium wp-image-2715" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-300x213.webp" alt="pesca-fondo-rockfishing-montatura" width="300" height="213" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-300x213.webp 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-1024x727.webp 1024w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-768x545.webp 768w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-1536x1090.webp 1536w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-600x426.webp 600w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura-64x45.webp 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-rockfishing-montatura.webp 1733w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2715" class="wp-caption-text">Pesca a fondo a rockfishing: la montatura.</p></div>
<p>Realizzare il terminale per questa tecnica è semplice: si tratta di un bracciolo sospeso sul fondo grazie all’aiuto di una prolunga di 3 metri. Per costruirlo servono poche cose rispetto a quelle che un buon surfcastman porta sempre con sé in spiaggia, ed è universalmente valido. Iniziamo infilando sulla lenza madre (trecciato da 0,25 a 0,35) una perlina grande (diametro 8 millimetri), quindi leghiamo una girella affidabile, magari una numero 6 con moschettone e cuscinetto a sfere.</p>
<p>Chi si sente “in grado” di fare un ottimo nodo di giunzione potrebbe fare un piccolo leader in nylon di diametro 0,60 (poco più spesso o poco meno) lungo 4 metri (ma non è fondamentale). Al moschettone agganceremo un bracciolo di 120 centimetri in <a href="https://www.amato.it/prodotto/fluorocarbon-f1-amato/">fluorocarbon Amato F1</a> dello 0,50 terminante con 20 centimetri di cavetto termosaldante da 30 libbre. Alla fine del cavetto leghiamo un amo numero 3/0 (due, nel caso in cui si volesse innescare un calamaro).</p>
<h3>La prolunga di lenza in nylon</h3>
<p>A parte prepareremo uno spezzone di lenza dello 0,28 lungo 3 metri che da una parte ha il piombo (a pera, da 70 a 120 grammi) e, dall’altra, una girella a moschettone. Questa va sul trecciato, al di sopra della perlina. Questo sistema, molto diffuso tra chi pesca a bolentino, è stato battezzato “prolunga” proprio perché serve a sollevare l’esca dal fondo. Lo scopo, nel nostro caso, è di evitare a esca e terminale una fine ingloriosa, ovvero di restare impigliati sul fondo, cosa che può capitare per il semplice incaglio dell’amo ma che più spesso è dovuta alle murene: questi “serpentoni”, dopo aver afferrato l’esca, si intanano in un attimo e tirarli su quando si pesca a lancio è l’eccezione, non la regola. Realizzare la prolunga con nylon fine permette di perdere solo il piombo, in caso di incaglio.</p>
<h4>Lanciare la lenza diventerà più difficile</h4>
<div id="attachment_2718" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2718" class="size-medium wp-image-2718" src="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-300x221.webp" alt="pesca-fondo-scogliera-terminale-prolunga" width="300" height="221" srcset="https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-300x221.webp 300w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-1024x755.webp 1024w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-768x566.webp 768w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-1536x1132.webp 1536w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-600x442.webp 600w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale-64x47.webp 64w, https://www.amato.it/wp-content/uploads/2021/10/pesca-fondo-scogliera-terminale.webp 1800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-2718" class="wp-caption-text">Dettaglio del terminale con prolunga per la pesca a fondo in scogliera.</p></div>
<p>Preparare un terminale da rock fishing dotato di prolunga vuol dire aspettarsi una gittata ridotta. In questi casi il drop (la distanza di lenza tra vetta e piombo) sarà necessariamente lungo e ci obbligherà a lanci ampi. Meglio cercare una postazione che offra un po’ di spazio anche alle nostre spalle. Una prolunga di 3 metri si gestisce già abbastanza bene con una canna da 3,60 metri ma, come è ovvio, una da 4,20 faciliterà le cose. Se poi vogliamo andare distante, intendiamo oltre i 60 metri, accorciamo la prolunga a 2,50 metri, ma mai meno di così.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nota bene: Quella che ti ho descritto qui sopra è la montatura da dedicare ai pesci di stazza se usi le esche naturali morte. Se, contemporaneamente, vorrai mettere in pesca altre canne per pesci più comuni come saraghi (lanciando a medio-corto raggio) o orate/pagelli (lanciando magari più distante) ti consiglio di usare il <a href="https://www.amato.it/prodotto/short-rovesciato/">terminale short rovesciato</a> (se clicchi sul nome andrai alla scheda descrittiva).</p>
<h3>Notte magica</h3>
<p>Che la pesca in notturna regali le maggiori soddisfazioni è risaputo ma questo non si deve solo alla fatica extra imposta da buio e freddo. Oltre a coincidere spesso con l’attività più intensa dei predatori in genere, la notte è anche il periodo in cui le nostre esche corrono meno rischi di essere rovinate dai piccoli pesci (menole, sparli eccetera). Infatti, quando è buio capita che una sardina se ne stia lì buona buona in attesa del dentice anche per due ore, presentandosi all’appuntamento in perfette condizioni. Di giorno, invece, è facile che i disturbatori impediscano all’esca di fare il suo lavoro. In tal caso, la soluzione si chiama calamaro.</p>
<h3>Calamaro salva-pescata</h3>
<p>Quando i pescetti decidono di banchettare a nostre spese, le speranze di portare a casa un bel trofeo… gastronomico calano quasi a zero. In questo caso, il calamaro può salvarci la giornata. Meglio innescarlo con due ami, infilzando il primo all’estremità superiore del mantello e il secondo nella testa, partendo dall’alto e uscendo con la punta fra i tentacoli. Per dare un tocco più invitante, possiamo aggiungere una barretta di materiale galleggiante all’interno del mantello, chiudendone poi la base con del filo elastico. Un’aggiunta che bilancia il peso degli ami e rende l’innesco leggermente galleggiante. Dunque, se abbiamo qualche cefalopode di scorta nel freezer o se la pescheria dove ci procuriamo le sardine li ha in vendita belli freschi, approfittiamone!</p>
<h4>Sorprese gradite nella pesca a rockfishing</h4>
<p>L’impiego delle esche morte con la tecnica spiegata può permetterci anche di diversificare le catture, aggiungendo al carniere pesci che magari non rientrano tra i “classici” del rockfishing ma, di certo, non sfigurano, meno che mai sulla tavola. Molti lo sanno e si guardano bene dal lamentarsi delle orate o dei grossi saraghi che si ritrovano a fondo lenza…</p>
<p>Ovviamente, quello che hai letto fino a qui è solo uno tra i diversi modi di pesca da terra che potrai praticare. Continua a seguirmi, scriverò (e magari filmerò) di teleferica, spinning, shore jigging, pesca con il galleggiante e altro ancora.</p>
<p>I miei <a href="https://amzn.to/3GmlrpR">stivali bianchi</a> preferiti.</p>
<h4>Scrivimi che pesca ti piace praticare!</h4>
<p>Se la pesca in mare ti piace proprio come piace a me, se ti va, manda un messaggio privato alla mia pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/MatthieuAmatoFishing/">Matthieu Amato Fishing</a>, scrivendomi magari di dove sei e che tecniche pratichi di più. Questo mi aiuterà a risponderti meglio la prossima volta in cui ci sentiremo.</p>
<p>Ciao</p>
<p><em>Matthieu</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amato.it/pescare-a-fondo-dalla-scogliera-con-le-esche-naturali-il-rockfishing/">Pescare a fondo dalla scogliera con le esche naturali: il rockfishing</a> proviene da <a href="https://www.amato.it">Amato</a>.</p>
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